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Mater. Percorsi simbolici sulla maternità. di - Fontanella Elena | Andreoli Annamaria | Fonseca Cosimo Damiano - Cataloghi Mostre (CM Erma) - N° 61
  Mater. Percorsi simbolici sulla maternità.
Mater. Percorsi simbolici sulla maternità.
Edited by Andreoli Annamaria e Fonseca Cosimo Damiano e Fontanella Elena
Year: 2015
Edizione: L'ERMA di BRETSCHNEIDER
Series
ISBN: 978-88-913-0777-4
Binding: Brossura
Pages: 432, 80 ill. B/N, 300 ill. Col.
Size: 25 x 28 cm
 

Product code: 00012976


Price€ 85,00
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I Maternità come origine

Massimo Cultraro
Il seme della dea:
simboli di maternità nelle culture neolitiche

Maria Luisa Nava
La Daunia e l'evoluzione della scultura indigena

Alessandro Roccati
Harpocràte

Loredana Mancini
Maternage e allattamento al seno nell'arte greca

Simona Carosi - Maria Anna De Lucia Brolli
Le forme più antiche della maternità

Alessandro Furiesi
Rappresentazioni materne nell'ambito etrusco

Maria Luisa Nava
Le Matres Matutae di Capua

Luigi Castagna
Madri Romane

Maria Luisa Nava
L'eredità egizia del mito di Iside

II Maternità rivelata

Giovanni Ibba
Eva: la madre di ogni vivente

Donatella Puliga
Madri di dolore. Su alcune Pietà del mondo antico

Giovanna Parravicini
Icona e dipinto mariano in Italia

Mario Aversano
Il binomio Madre-Famiglia nell'opera dantesca

Rodolfo Papa
Contributo all'iconografia della maternità
nella storia dell'arte sacra

III Maternità desacralizata

Gillo Dorfles
Non esiste il concetto di madre senza quello di figlio

Maria Fratelli
L'iconografia della maternità da allegoria a emozione

Elena Del Drago
La maternità nel presente dell'arte

IV Volti dela maternità

Giulio Giorello
Volti della maternità

Diego Fusaro
Il coraggio della maternità

Oreste Bazzichi
La maternità paradigma della vita sociale e relazionale

Paolo Berruti
Maternità creativa e creazioni

Gabriella Bonacchi
Il corpo materno come origine del mondo: scenari storici e simbolici

V Interpretazioni

Gian Mario Benzing
La "Mater Dolorosa" e la musica:
breve storia di un lungo percorso espressivo

Andrea Piersanti
Amore e Rabbia. Vita e Morte.
Il mistero della maternità nel cinema italiano

Mauro Giancaspro
Maternità e superstizione, tradizione ed ex voto
a Napoli e nel Mezzogiorno

Caterina Ascione
Il corallo e la maternità

Opere in mostra
Bibliografia
Crediti


LA CIVILTA' CATTOLICA

LA CIVILTA' CATTOLICA 26 dic. 2015, n. 3972, pp. 614-616

MATER. PERCORSI SIMBOLICI SULLA MATERNITÀ a cura di ANNAMARIA ANDREOLI - COSIMO DAMIANO FONSECA - ELENA FONTANELLA Roma, L’Erma di Bretschneider, 2015, 432, € 85,00. Chi è madre? I dilemmi etici connessi alle nuove tecniche di riproduzione artificiale si legano alle difficoltà culturali nel delineare, in contesti pluralistici, una convincente identità di genere. Il primato materno, documentato dal fatto che siamo tutti nati da donna, si costituisce di elementi biologici e di rappresentazioni culturali, confermando o invece trasformando tradizionali funzioni di accudimento, immagini di famiglia e stili affettivi. A fronte della cosiddetta «eclissi del padre», qualcuno assegna all’apparente solidità del ruolo materno il compito di ridisegnare i contenuti e i confini dei nuclei sociali basilari. In questo tentativo, il ragionamento morale si scopre intriso di icone esemplari e di narrazioni mitiche, che fungono da paradigmi per discernere la qualità e la pertinenza delle decisioni e dei gesti concreti relativi all’unione sessuale, alla generazione, alla genitorialità. Ancora una volta i concetti filosofici cercano nella storia e nell’arte le figure espressive originarie, per immaginare e raccontare nuove parabole di maternità, che rispondano alle offese perpetrate dalla violenza, dallo sfruttamento, dalla discriminazione. Il contributo offerto dal volume Mater, raccolta di saggi e assieme catalogo dell’omonima esposizione (Parma, dal marzo al giugno 2015), si articola in cinque capitoli: maternità come origine; maternità rivelata; dalla maternità sacra alla maternità borghese; maternità negata; interpretazioni (per esempio: la Mater dolorosa nella musica; gli ex voto nel Mezzogiorno). Segue una dettagliata presentazione delle opere in mostra e una bibliografia per argomenti. Fra i simboli arcaici di maternità impressionano le Matres Matutae conservate nel museo di Capua (di cui parla M. L. Nava). Le donne consacravano a una dea, nello spazio di un santuario attiguo alla necropoli, statue in tufo raffiguranti madri sedute, recanti in braccio bambini in fasce, per i quali si auspicava la protezione celeste. Il periodo va dal VI al II secolo a.C. Si trattava di un dono sia di supplica sia di ringraziamento. Le figure femminili sono statiche, tozze, mostruose nel loro sguardo indifferente, perso, pesante. I pargoli sono covoni, spighe legate, sostenuti con gesto incerto e inespressivo da braccia prive di eleganza e rigide come materia inorganica. L’icona impone una timorosa devozione e assieme una percezione di orrore, come davanti alla cecità imperturbabile del processo generativo, che porta alla luce e assieme risucchia nella terra. Un’ambiguità, che la storia dell’arte ha documentato dai tempi della «Madre dell’ucciso», statuetta bronzea della prima età del ferro, sino all’olio di Giovanni Segantini «Le cattive madri» (1894) e all’«Altare della sterilità», di Andi Kacziba (2014), fatto di sacchetti di corda tinti di ruggine deposti sopra un esile telaio di ferro. Per i rapporti tra estetica, medicina ed etica, sono significativi i capitoli dedicati alle cere anatomiche del Settecento (le riproduzioni di uteri e feti erano di ausilio didattico), all’ostetricia nell’antico Egitto, all’allattamento nell’arte greca. Mentre la vita dell’individuo (bios) è precaria, limitata e mortale, l’essenza della vita (zoe) è illimitata, si trasmette lungo le generazioni, trascende i soggetti particolari e accompagna l’ingresso dell’homo religiosus alla devozione, sin dal Paleolitico, nei confronti di un eterno potere fecondante, rappresentato attraverso analogie femminili. Molte opere alludono alle caratteristiche ematiche, liquide, concave, riproduttive, gonfie e cicliche di un «grembo cosmico», che resiste ai tentativi maschili di usurparlo, violarlo e controllarlo. Al lettore non mancheranno suggestioni anche sul piano teologico, in riferimento sia alla polivalenza degli episodi cultuali pagani, che la tradizione cristiana del culto mariano ha rielaborato (cfr il capitolo dedicato alle icone italiane della Vergine), sia in rapporto alle metafore femminili con cui la misericordia di Dio è stata biblicamente rappresentata, sia al ruolo ecclesiale delle donne. Paolo Cattorini



Paolo Marino Cattorini
Professore Ordinario di Medicina Legale
docente di Bioetica
Univ. Studi Insubria - DBSV


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