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Presentazioni
Les vases de bucchero di Jean Gran-Aymerich
07/12/2017

Giovedì 7 dicembre 2017, ore 16.00 - Sala Conferenze, Musei Vaticani



Il 7 dicembre la rassegna de Il Giovedì dei Musei chiude il 2017 nel segno degli Etruschi. L’ultimo appuntamento dell’anno con il ciclo delle conferenze scientifiche del giovedì vedrà infatti la presentazione del volume “Les Vases de Bucchero. Le monde étrusque entre Orient et Occident” di Jean Gran-Aymerich, edito da L'Erma di Bretschneider.

Alla consueta introduzione del Direttore dei Musei del Papa Barbara Jatta, seguiranno gli interventi di Maurizio Sannibale, Curatore del Reparto Antichità Etrusco-Italiche dei Musei Vaticani, e di Mario Torelli dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Saranno presenti anche l’autore e l’editore.

Anticipiamo un breve estratto della conferenza:

Per la prima volta i vasi di bucchero sono protagonisti e oggetto di uno studio esaustivo, fornendoci una documentazione eccezionalmente ampia e varia che evidenzia le fasi iniziali dell’iconografia e della scrittura occidentali e testimonia altresì gli scambi culturali avvenuti tra Etruschi, Greci e Fenici.

La pubblicazione che presentiamo oggi permette un primo approccio a un variegato universo di decorazioni figurative e geometriche. Al lettore verrà offerta una completa visione d’insieme sui vari aspetti della “ceramica nazionale” del popolo etrusco, dai pezzi di grande valore artistico a quelli di fattura più standardizzata. Questo libro fornirà gli elementi indispensabili per comprendere tanto le origini del bucchero quanto la sua evoluzione e diffusione nel bacino del Mediterraneo.
 
 
Presentazione volume Mercati di Traiano
08/11/2017
I Mercati di Traiano hanno una importanza straordinaria per la conoscenza dell’architettura romana. Costituiscono uno dei complessi edilizi meglio conservati dell’antichità, comprendente vari corpi di fabbrica ove la struttura muraria si è salvaguardata fino alle coperture. Essi possono essere considerati una vera e propria palestra per lo studio e l’analisi dei materiali e delle tecniche edilizie antiche in quanto ci offrono una variegata casistica di soluzioni tecnologiche applicate per le fondazioni, i muri d’alzato, le volte, i rivestimenti. Anche la progettazione dello spazio architettonico rivela formule molto innovative e gli edifici anticipano vari temi che diverranno di uso comune nei decenni successivi. Il presente lavoro è il frutto di numerosi anni di attività di documentazione, di studi e di ricerche condotte dai due autori nell’ambito delle molteplici iniziative di tutela e valorizzazione del monumento promosse dalla Sovrintendenza Capitolina. Il loro impegno ha portato oggi finalmente alla pubblicazione della prima opera monografica sui Mercati di Traiano la quale affronta una lettura analitica del complesso edilizio in modo organico e completo, in grado di offrire, di conseguenza, risposte più sicure in merito alla cronologia, le modalità di sbancamento del mons, la destinazione d’uso, gli aspetti architettonici e urbanistici, le differenze di impostazione tra il progetto originario di età domizianea e quello definitivo maturato negli anni di Traiano.

Marco Bianchini si è laureato in Topografia Antica presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1985 con una tesi di laurea sulla Grande Aula dei Mercati di Traiano. Dal 1982 a oggi ha lavorato nei Mercati di Traiano come libero professionista, eseguendo gran parte dei rilievi archeologici del monumento, saggi di scavo, ricerche e ricostruzioni tridimensionali. Dal 2005 al 2015 è stato professore a contratto di Rilievo e analisi tecnica dei monumenti antichi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Seconda Università degli Studi di Napoli. È membro delle missioni archeologiche di Cirene, Cipro e Palestina della stessa Università. È autore dei volumi Manuale di rilievo e documentazione digitale in archeologia, Tecniche edilizie nel mondo antico, Edilizia storica della Marsica occidentale.

Massimo Vitti si è laureato in Topografia Antica presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1984, dove si è specializzato in Archeologia delle Provincie nel 1992. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università Aristotele di Salonicco nel 1990 con una tesi sull’Urbanistica antica di Salonicco. È archeologo presso la Sovrintendenza Capitolina di Roma dove si è occupato dal 2000 al 2016 del restauro, delle indagini archeologiche e della documentazione dei Mercati di Traiano; dal 2016 è impegnato nelle campagne di scavo dei Fori Imperiali. I suoi interessi di studio sono rivolti alla topografia e all’urbanistica antica, all’architettura e alla tecnica costruttiva romana specialmente in Grecia e a Roma. A questo filone di ricerca si affianca quello dello studio dei rivestimenti marmorei di importanti contesti urbani.
 
 
The Book Manuscript. A Compendium of Codicology
08/11/2017
Presentazione del volume

Maria Luisa Agati

The Book Manuscript. A Compendium of Codicology

Roma, L’Erma di Bretschneider, 2017
8 novembre 2017, h 17
Istituto Italiano di Studi Orientali
Sapienza – Università di Roma
edificio ex-Poste, Circonvallazione Tiburtina 4
Aula 101, primo piano

Coordina:
Arianna D’Ottone Rambach
Prof. Associato di Lingua e Letteratura Araba


Parteciperanno:
Peter Schreiner Prof. Bizantinistica Univ. Köln
Serena Ammirati Ric. Paleografia Univ. RomaTre
Claudia Colini Dottoranda in Archeometria,
CSMC, Univ. Hamburg
 
Presentazione del volume Pierre-Henri de Valenciennes (1750-1819). L’artiste et le théoricien.
06/11/2017
Interprete principale dell’arte francese a cavallo fra Settecento e Ottocento, Pierre-Henri de Valenciennes (1750-1819), fu pittore e teorico, celebrato dai contemporanei come il “David de paesaggio”. Lo studio si basa sulla lettura delle testimonianze lasciate dall’artista, le sue opere e il suo trattato, e su un esame dettagliato del contesto culturale che ne ha permesso e condizionato la formazione e la carriera. Dopo aver tracciato le tappe salienti di una vita marcata dagli eventi rivoluzionari in un approfondito profilo biografico, che sottolinea le relazioni con Hubert Robert, Claude-Joseph Vernet, Jacques-Louis David, Quatremère de Quincy e il suo inserimento nell’istituzione accademica, si analizza la fortuna critica del pittore dal XIX secolo ai nostri giorni. La seconda parte del volume si concentra su Valenciennes teorico dell’arte con una lettura sistematica del suo seminale trattato, gli Élémens de perspective pratique, à l’usage des artistes, suivis de Réflexions et conseils à un élève sur la peinture, et particulièrement sur le genre du paysage, edito a Parigi nel 1800. Diviso in due sezioni distinte, il volume raccoglie e sistematizza più di tre secoli di tradizione artistica, tramandando insegnamenti teorici e pratici che sono alla base del rinnovamento della pittura di paesaggio nel XIX secolo. Un capitolo, dedicato alla nascita e allo sviluppo della pittura en plein air fra Cinquecento e Settecento, permette inoltre un ragionamento a largo spettro sul genere del paesaggio nell’arte moderna.

Luigi Gallo si è formato a Roma, all’Università La Sapienza, e à Parigi, dove ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università di Paris I Panthéon-Sorbonne. A Roma per diversi anni è stato titolare della cattedra di Architettura del Paesaggio; attualmente insegna Storia del Collezionismo archeologico presso la Scuola di Specializzazione in Patrimonio Archeologico dell’Università della Basilicata, con sede a Matera. I suoi lavori sono dedicati alla storia della pittura di paesaggio e dei giardini, all’architettura moderna e al collezionismo, alla teoria e critica d’arte del XVIII e XIX secolo, all’arte del primo Novecento e alla valorizzazione del patrimonio culturale. E’ l’autore di monografie e studi critici, e curatore di mostre, fra le quali La Nature l’avait créé peintre: Pierre-Henri de Valenciennes, 1750-1819 (Tolosa, 2003), Pompei e l’Europa, 1748-1943 (Napoli, 2015), Picasso e Napoli: Parade (Napoli, 2017), Amori Divini (Napoli, 2017). E’ consulente per la storia dell’arte presso Mondadori Electa.

Relatori alla presentazione
-Francesca Cappelletti, professoressa di Storia dell’Arte Moderna all’Universita` di Ferrara, Vicepresidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT).
-Carolina Brook, storica dell’arte e curator di mostre e libri.
-Matteo Lafranconi, Direttore del Complesso “Scuderie del Quirinale”.
-Interverrà per un saluto istituzionale Jérôme Delaplanche Chargé de mission pour l'histoire de l'art all'Accademia di Francia a Roma, Villa Medici.
 
 
Todisco - Bari Romana
22/09/2017
Bari, Foyer del Teatro Petruzzelli
22 settembre 2017, ore 18


Presentazione del volume
Bari romana

a cura di Luigi Todisco
Contributi di Silvio Fioriello Anna Mangiatordi Gianluca Mastrocinque Luigi Todisco

L’Erma di Bretschneider Roma 2017

Interverranno
Dott. Antonio Decaro, Sindaco di Bari
Dott. Luigi La Rocca, Direttore della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città
Metropolitana di Bari (MIBACT)
Dott. Fabrizio Vona, Direttore del Polo Museale della Puglia (MIBACT)
Prof. Paolo Ponzio, Direttore del Dipartimento DISUM, Università di Bari
Prof. Corrado Petrocelli, Rettore dell’Università di San Marino
Prof. Mario Torelli, Accademico dei Lincei
 
Zixu
27/05/2017
 
Nel segno di Quo Vadis?
17/02/2017
Istituto Polacco, Via Vittoria Colonna 1 - ore 19.00 Quo vadis? di Henryk Sienkiewicz, una delle opere più conosciute della letteratura mondiale, fu emblematicamente evocato da papa Giovanni Paolo II nell' omelia di apertura del suo pontificato, il 22 X 1978: Secondo un' antica tradizione (che ha trovato anche una sua magnifica espressione letteraria in un romanzo di Henryk Sienkiewicz), durante la persecuzione di Nerone, Pietro voleva abbandonare Roma. Ma il Signore è intervenuto: gli è andato incontro. Pietro si rivolse a lui chiedendo: Quo vadis, Domine?' (Dove vai, Signore?). E il Signore gli rispose subito: Vado a Roma per essere crocifisso per la seconda volta' . Pietro tornò a Roma ed è rimasto qui fino alla sua crocifissione. Nell' occasione il neoeletto papa espresse anche altri concetti meritevoli di essere ricordati quando si parla di Quo vadis?, romanzo romano per eccellenza: Alla Sede di Pietro a Roma sale oggi un Vescovo che non è romano. Un Vescovo che è figlio della Polonia. Ma da questo momento diventa pure lui romano. Sì, romano! Anche perché figlio di una nazione la cui storia, dai suoi primi albori, e le cui millenarie tradizioni sono segnate da un legame vivo, forte, mai interrotto, sentito e vissuto con la Sede di Pietro, una nazione che a questa Sede di Roma è rimasta sempre fedele. Oh, inscrutabile è il disegno della divina Provvidenza!
 
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Aurum
24/02/2015
 
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